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Baby-sitter o asilo nido
Scuola e famiglia

Baby-sitter o asilo nido?

Mando il cucciolo al nido o mi metto a cercare una baby-sitter? Intorno all’anno del bambino, se non prima, ogni mamma che vuol rientrare a lavoro si pone la fatidica domanda.

Non è solo, anche se principalmente, una questione economica. Di fatto, è una scelta che implica lo scegliere la persona o le persone che sostituiranno la figura genitoriale per qualche ora al giorno.

Se si ha la sfortuna, perché di quello si tratta, di non avere nemmeno l’aiuto dei nonni, il piccolo è, obiettivamente, cresciuto solo con mamma e papà, per cui l’idea del distacco non è gradita né a lui né ai genitori.

Ma si deve fare di necessità virtù. E quindi, che scegliere?

Vediamo insieme le considerazioni legate alla baby-sitter e all’asilo nido.

Baby-sitter

Una al posto di una. Fuori la mamma (per alcune ore al giorno) e dentro questa, quasi sempre, estranea che ha la grossa responsabilità di creare il prima possibile un legame empatico con una creatura che, a malapena, riesce a lallare. E quando piange, vai a capire perché, se non è per fame o pannolino sporco o dolore.

Al di là dell’indubbia spesa più alta, se rapportata a quella della retta del nido, il rapporto con la baby-sitter/tata è di tipo privilegiato ed esclusivo. Non a caso, è la soluzione scelta da coloro che vogliono che il proprio cucciolo venga seguito ‘come se ci fosse la mamma’.

Non ci si pensa mai, ma, sebbene manchi l’interazione con altri bimbi, la presenza della baby-sitter, ricordiamo una estranea, rafforza la capacità relazionale del bambino con il mondo adulto. Inutile sottolineare che una delle fortune garantite dalla scelta della baby-sitter è il controllo del lessico del piccolo, specie se la sua età va dai due anni in su. Quello che è il timore comune dei genitori di bimbi al nido, e cioè l’acquisizione di una terminologia al limite dello scurrile, in genere con la baby-sitter è decisamente scongiurato.

La questione economica è strettamente personale. A meno che non si decida per una baby-sitter fissa, a cui si pagherà uno stipendio mensile secondo regolare contratto di lavoro, quelle a ore hanno un tariffario che, alcune volte, è decisamente ‘farfallino’. Oltre che a variare in base alle zone d’Italia, varia anche in base al titolo di studio e alla precedente esperienza.

Un colloquio preliminare, magari alla presenza del bambino per vederne la reazione a caldo, è caldamente consigliato.

L’asilo nido

Il nido è la scelta ottimale se si vuole far apprendere al bambino il concetto sociale dello ‘stare insieme’. Cioè relazionarsi a persone che non sono quelle note della famiglia.

Inutile dire che lo spauracchio del nido è il contagio delle malattie. Specie chi comincia in autunno, quindi a settembre, ha la certezza di ammalarsi almeno una volta fino a dicembre. Come dicono tutti, ‘poi mi sta più a casa che al nido e io devo, comunque, pagare la baby-sitter per poter andare a lavoro’.

E’ la famosa fare in cui ‘si fanno i germi’. Al di là dell’indubbio marasma che le prime malattie portano in casa, i benefici del nido sono molteplici.

In primis, di natura economica. Un orario full time, che, quindi, comprende anche i pasti, costa circa la metà di quanto costerebbe una baby-sitter a tempo pieno.

Decisamente innegabile l’educazione alle regole, a cui si viene traghettati allegramente nell’ottica di dover imparare a condividere con altri bambini spazi, cibo e, soprattutto, giochi. Il nido insegna la differenza tra ‘mio’ e ‘nostro’, tra ‘mio’ e ‘tuo’. Differenza che verrà naturalmente importata dal bambino all’interno del nucleo familiare. Molto più velocemente di quanto non possa essere insegnato da una baby-sitter. Perché il nido ha qualcosa che l’altra non ha: una routine da rispettare.

Conclusioni

Baby-sitter o nido sono scelte di pancia, oltre che di portafoglio. Sono entrambe alternative giuste nel momento in cui vi rendete conto che lasciano il vostro piccolo col sorriso sulle labbra. Spesso ci si ritrova a doverle sperimentare entrambe, per poi preferire una all’altra.

In qualsiasi caso, se vostro figlio è felice, è perché avete preso la decisione giusta

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