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Allattamento

Bere alcool in allattamento

E’ la domanda che si pone ogni donna dopo il parto e, a dire il vero, anche prima. Del tipo ‘Potrò finalmente farmi una birra fresca dopo che il pargolo sarà nato’? Insomma, l’alcool è ammesso in fase di allattamento?

La credenza popolare. l’alcool fa buon sangue

Alzi la mano chi non ha mai sentito dalla propria nonna o mamma le famose credenze della saggezza popolare, secondo le quali il vino serve a far riprendere la donna che ha appena partorito e la birra fa latte.

Fino a qualche anno fa, addirittura, il consumo d’alcool era fortemente consigliato, in quanto si pensava che aiutasse la mamma a rilassarsi e, in caso di allattamento, era comune pensiero che l’alcool, passando nel latte, favorisse anche il sonno del neonato.

Cosa dice la scienza moderna in merito all’alcool in allattamento

La scienza moderna può spiegare, non obbligare. Quindi, ci mette a disposizione i dati che servono a fare la scelta giusta.

Premessa importante. Il latte materno è un emo-prodotto, cioè ‘nasce’ nel sangue della mamma. L’alcool viene metabolizzato a livello ematico.

Il picco di concentrazione si ha all’incirca dopo 60 minuti dall’assunzione, poi gradatamente diminuisce, seguendo il metabolismo del sangue. Ciò significa che i livelli di alcool nel latte si abbassano a mano a mano che esso viene eliminato dal corpo della mamma.

In base a calcoli medici, il tempo ottimale di attesa prima di poter allattare il bambino è di 3 ore dall’assunzione di alcool.

Gli effetti negativi dell’alcool sull’allattamento

In relazione all’allattamento, il peggior danno che fa l’alcool è l’inibizione dei livelli di ossitocina. Dato che l’ossitocina è l’ormone responsabile dell’emissione del latte (la sua produzione dipende dalla prolattina), la sua inibizione comporta una minore disponibilità di latte.

Praticamente, riprendendo la credenza popolare sulla birra, la scienza la sconfessa dicendo che l’alcool non fa latte, ma lo fa scarseggiare.

Gli effetti dell’alcool sul bambino

A parità di tempo attaccato al seno e di numero di suzioni di un bambino che beve dal seno di una mamma che non ha bevuto, il lattante che prende latte da una mamma che ha assunto alcool ne assume circa il 20% in meno.

Smentita anche la credenza popolare per cui l’alcool fa assopire il bambino. La scienza ha dimostrato l’esatto contrario. I lattanti hanno dei cicli di sonno più brevi, si risvegliano più frequentemente e hanno più crisi di pianto irrefrenabile.

L’alcool in allattamento è da bandire completamente?

Sarebbe meglio evitarlo, ma è sempre un condizionale. Cioè, l’imposizione è fine a se stessa, se non c’è volontà da parte della mamma.

Ma, è bene ribadirlo, non si è cattive mamme se, una volta ogni tanto, ci si lascia prendere dal desiderio di una pizza e birra, di un buon bicchiere di vino durante i pasti o dello spritz per festeggiare la prima uscita con le amiche dopo millemila giorni.

L’importante è ricordarsi che il consumo d’alcool DEVE RESTARE OCCASIONALE.

Consumo massimo? 20 g di alcool al giorno. Meglio dimezzare la dose, comunque. Diciamo 10/12 g. A cosa corrispondono? Esempi:

  • 1 boccale (330 ml) di birra a gradazione 4.5°
  • 1 bicchiere (125 ml) di vino a gradazione 12°
  • 1 bicchiere (80 ml) di aperitivo a gradazione 18°

Per qualsiasi altro dubbio aveste in merito all’allattamento, potete senz’altro consultare i siti Allattamento.org, e il Portale Allattamento del Ministero della Salute italiana.

credit copertina Pixabay

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