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bronchiolite sintomi e cure
Cura del neonato e del lattante

Bronchiolite: sintomi e cure

La bronchiolite è un’infezione virale che può provocare serie difficoltà respiratorie.

E’ lo spauracchio invernale di tutti i genitori di bambini piccolissimi- tende a colpire più di frequente sotto i 2 anni- perché ‘regala’ quasi sempre un’incursione al Pronto Soccorso se non, peggio, qualche giorno di ricovero.

Bronchiolite: in cosa consiste

La bronchiolite colpisce i bronchioli terminali , cioè le ramificazioni finali e più piccole dell’apparato respiratorio. Specie se i bambini nascono in inverno, è quasi fisiologico che ne vengano colpiti entro i 6 mesi di vita.

E’ anche la fragilità del sistema respiratorio a favorire il contagio, che avviene respirando le goccioline di Flügge, cioè le goccioline di saliva emesse nell’aria quando si starnutisce o si tossisce, ma che restano anche sugli oggetti infetti, che si comportano da contaminanti quando, ad esempio, il bambino li porta alla bocca.

Bronchiolite: come si manifesta

Scambiato quasi sempre per l’inizio di un banale raffreddore ( in realtà, dopo i 10 anni e negli adulti la sintomatologia è più simile a questo), nei bambini sotto i 2 anni l’incubazione dell’infezione dura di solito una settimana.

Poi cominciano ad apparire secrezioni di muco consistenti– a cui, in sostanza, non si riesce a star dietro nemmeno con lavaggi nasali frequenti- tosse e, nei casi più seri, difficoltà respiratorie.

Che sono quelle che allarmano i genitori, dato che il bambino sembra andare in apnea o, al contrario, aumenta la frequenza degli atti respiratori. Quindi parte la corsa verso l’ospedale, che si risolve con la diagnosi di bronchiolite. In caso di prematuri, è prassi cautelativa il ricovero in pediatria ospedaliera per almeno 2/3 giorni.

Come curare la bronchiolite

Le cure più indicate per la bronchiolite sono quelle legate all’igiene delle vie respiratorie.

Fermo restando che il ricorso agli antibiotici deve essere una decisione del medico pediatra, a casa si procede con frequenti lavaggi nasali a base di sola acqua fisiologica – detta anche soluzione isotonica-, sia in formato fialette monouso che, più economicamente, sparando con una siringa la soluzione prelevata dalla bottiglia ad uso ospedaliero. Sull’aspirazione dei muchi ci sono diverse scuole di pensiero, per cui lascio alle mamme decidere…

Questo se si tratta di neonati e lattanti fino ai 24 mesi circa.

Per i bimbi un po’ più grandi funziona decisamente meglio l’aerosol con soluzione ipertonica al 3% (contiene più sale rispetto alla isotonica) che fluidifica le secrezioni favorendone l’eliminazione. Se il bambino ha timore della mascherina dell’aerosol, si può optare per le ipertoniche in bomboletta spray.

In entrambi i casi, serve anche la collaborazione del bambino per l’eliminazione dei muchi in eccesso. In buona sostanza, dovrebbe essere capace di soffiarsi da solo il naso o, comunque, saper soffiare nel fazzoletto se aiutato dal genitore.

Credit foto di copertina: Pixabay

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