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rimedi naturali per problemi digestivi
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Disturbi digestivi. I rimedi dolci

Acidità e bruciore di stomaco, eruttazioni poco simpatiche, meteorismo improvviso e, magari, nei luoghi meno adatti.

A mandare in tilt la digestione basta veramente poco. E’ sufficiente gozzovigliare durante un pasto- a cena è peggio, ma anche il pranzo ha il suo perché- e il conto salato è servito.

Disturbi che possono colpire tutti, anche se ci sono evidenze mediche che le donne ne sono colpite molto più che gli uomini. Basti pensare al periodo della gravidanza, quando i disturbi digestivi sono una costante. Responsabili sono non soltanto le modificazioni ormonali, ma anche l’azione meccanica di pressione dell’utero sullo stomaco.

A tal proposito, care mamme, sedetevi sul divano col vostro marito/compagno e fategli vedere uno di quei video che girano su Youtube che mostra come si muovono gli organi interni per far posto all’utero che cresce. Sia mai che ci credano subito, quando gli diciamo che lo stomaco letteralmente risale!

Fatta questa parentesi simpatica ma indispensabile, vediamo come affrontare in maniera dolce i 3 più comuni disturbi digestivi: acidità, stitichezza e alterazioni della flora batterica.

Acidità gastrica

Scatenata da quei cibi che irritano il tratto iniziale dell’apparato digerente, si manifesta, nei casi più gravi, pochi minuti dopo aver cominciato a mangiare. La sensazione, bruttissima, è quella di avere una sorta di tappo che non solo non fa scendere il cibo, ma quasi vorrebbe far risalire quello già ingerito. Un botolo bloccato a livello dello sterno, più o meno, che dà la sensazione di soffocare.

In commercio e in farmacia si trovano preparati dal sapore e dalla consistenza più o meno gradevoli che possono essere assunti sia dopo i pasti che, preferibilmente, prima (in modo da creare già una specie di scudo nel tratto digerente).

Un rimedio completamente naturale è l’argilla verde ventilata. La punta di un cucchiaio in poca acqua (un paio di dita) calma i bruciori. Tendenzialmente, si può utilizzare questo rimedio ogni volta che, durante il giorno, si sente il fastidio del bruciore acido.

Ma l’argilla, assunta in quantità eccessive, può provocare stitichezza, per cui si può decidere di preparare l’acqua argillosa, disperdendo un cucchiaino di argilla in una maggiore quantità di acqua. Quella di un normale bicchiere, circa 250 ml, va benissimo. Ricordate di usare un cucchiaino NON metallico.

Fatelo la sera, in maniera tale che l’argilla sedimenti tutta la notte. Al mattino dopo, l’acqua dovrebbe essere tornata limpida (aspettate in ogni caso che l’acqua abbia ripreso la sua trasparenza). Quindi, potete bere a piccoli sorsi, in maniera tale da far rimanere sempre sul fondo l’argilla sedimentata. In alternativa, potete travasare l’acqua in un altro bicchiere, avendo l’accortezza di filtrare l’argilla ancora sul fondo.

Suggerimento per la dieta. Limitate al massimo caffè, tè, cioccolato, bevande gassate, alimenti grassi e speziati.

Stitichezza

Il concetto di stitichezza, sembra uno scherzo dirlo, è strettamente personale. A livello medico, la regola generale è che si è stitici se non si evacua per almeno una settimana.

In realtà, potrebbe capitare di evacuare anche ogni giorno o a giorni alterni ma restare con quella sensazione sgradevolissima che ‘non ci si è svuotati’. Così come, se da una vita il nostro corpo ha l’abitudine di liberarsi una volta a settimana e a noi basta, non ci verrebbe da definirci stitici. Diciamo che una frequenza maggiore male non farebbe. Detto ciò…

Le nonne suggerivano il famoso cucchiaio di olio d’oliva preso la mattina a digiuno per regolarizzare. L’olio di ricino nei casi già problematici. In entrambi i casi, ci vuole stomaco forte. Rischiate di liberarvi dall’apertura corporea sbagliata.

Durante la gravidanza– faccio mea culpa per la precedente ignoranza, ma non ne avevo necessità prima- ho scoperto le mucillagini. In realtà, durante i nove mesi ho scoperto anche altri rimedi, salvo poi essere informata dalla farmacista che alcuni di essi, seppure naturali, non possono essere assunti in gravidanza perché stimolano le contrazioni uterine (ad esempio la senna o l’aloe).

Ritornando alle mucillagini, io ho provato quelle di malva. Due cucchiaini da caffè di erba sminuzzata in una tazza di acqua bollente, da bere sia al mattino che alla sera.

Ancora più efficaci, tanto è vero che, occasionalmente, sono il mio lassativo naturale anche ora, a 12 mesi dal parto, sono i semi di psillio. In commercio se ne trova generalmente la polvere, in barattoli o, più pratiche, in bustine pre-dosate, addizionate spesso con succo di prugna.

Se ne assume una al mattino in mezzo bicchiere d’acqua, girando in continuazione fino a quando comincia a formarsi la poltiglia. Poi, bevete il tutto e, subito dopo, bevete altri 2 bicchieri di acqua, in modo che la mucillagine continui a formarsi anche nell’intestino.

A me, faceva effetto nel giro di 30 minuti, non di più. Ma io aiutavo anche con una colazione ricca di cereali integrali.

Per acquistarlo, ho deciso di usare Amazon, che, solitamente, su questo prodotto offre lo sconto dal 5 al 10% sull’acquisto periodico. Io usavo lo psillio della ESI, una delle migliore marche in prodotti erboristici. Mi ci sono trovata bene e mi sento di potervelo consigliare.

Alterazioni della flora batterica e meteorismo

Nelle forme più severe, io penso che sia uno dei disturbi digestivi più invalidanti. Ti trancia ogni relazione sociale e anche nel privato occorre una buona dose di pazienza per restare accanto a chi ha difficoltà a controllare gli sfinteri.

Rimarcando il fatto che, se effettivamente si raggiungono livelli severi del disturbo, è assolutamente consigliato parlare con il proprio medico per procedere con esami diagnostici più mirati, il meteorismo è diretta conseguenza di quello che abbiamo ingerito e l’intestino sta facendo fatica a digerire.

Un classicone è l’intollerante al lattosio che mangia la pizza o una caprese. In teoria, dovrebbe iniziare ad avvertire anche i sintomi dell’acidità gastrica, ma se si riesce a scamparla liscia nel primo tratto digerente, l’intestino non perdona. E così succede che, se si sta in pizzeria con gli amici, ci si rende conto di non potersi muovere dalla sedia. Altrimenti c’è il rischio che parta la sinfonia.

Anche per questo antipaticissimo disturbo esiste un rimedio naturale d’eccellenza. Il carbone attivo. Solitamente, si vende in pasticche da assumere al bisogno, alla fine del pasto. Un paio dovrebbero essere sufficienti. E’ utilissimo anche nel caso sciagurato in cui l’attacco di meteorismo sia preludio di una evacuazione incontrollabile quale la diarrea.

C’è chi, conscio di avere il problema a livello quasi cronico, ingerisce il carbone prima del pasto. In realtà sbaglia. Si dovrebbe assumere quando c’è aria già formata nell’intestino, quindi a fine pasto. Il carbone, assunto in quantità eccessiva e non solo al bisogno, provoca stitichezza. In sostanza, si rischia di peggiorare la situazione.

Piuttosto, è meglio correggere l’alimentazione a livello globale, inserendo assolutamente i fermenti lattici, sia sotto forma di integratore (decidete voi il formato che più vi aggrada tra bustine, fialette, compresse, gocce…) che assumendo almeno un vasetto di yogurt al giorno.

Ultima accortezza, che vale per tutti in realtà: prendersi il tempo necessario per godersi con calma il pasto. Evitare di mangiare di fretta, masticare con cura il cibo, stare lontani dai cibi fermentanti (es. cavoletti, broccoli, legumi & co.)

Credit foto di copertina: Pixabay

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