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perchè viene l'insonnia
Mente e corpo in psicologia,  Prevenzione al femminile

Insonnia. Può dipendere anche da…

Una notte senza dormire l’abbiamo provata tutti e per i motivi più disparati. I più frequenti sono una cena troppo abbondante, e magari terminata anche a tarda ora, e i grattacapi. Due motivi che, laddove dovessimo riuscire a dormire 5 minuti in croce, sono accompagnati da esperienze oniriche degne di un film fantasy.

Quando le notti insonni si susseguono senza tregua, iniziano i problemi di salute. Non si tratta più di insonnia occasionale ma cronica.

Di solito, ci si rivolge al proprio medico di fiducia per farsi dare qualcosa. Chi vuol fare da sé opta per la melatonina, cadendo nell’errore comune che possa garantire sonni sereni. In realtà, la melatonina facilita l’addormentamento, ma non influisce sui risvegli notturni. In pratica, può essere utile per addormentarsi un’ora prima del solito, ma gli occhi al soffitto di notte li avremo comunque.

L’insonnia può dipendere anche da questi motivi

Fermo restando, come detto prima, il consiglio di rivolgersi al proprio medico di fiducia, un esame delle proprie abitudini di vita potrebbe inaspettatamente rivelare come mai abbiamo problemi ad addormentarci.

L’insonnia, infatti, potrebbe dipendere anche da uno di questi motivi.

  1. Abbiamo bevuto troppo.
    L’alcool, che potrebbe essere il cicchetto di digestivo prima di andare a dormire (bevuto con la convinzione di tenere a bada stomaco e intestino), induce nel breve termine un senso di rilassatezza. Quindi è possibile che, in effetti, concili l’addormentamento.
    Ma l’alcol stimola la produzione di noradrenalina, una sostanza che favorisce l’eccitazione. Risultato: occhi sbarrati nel cuore della notte e riaddormentarsi diventa impossibile.
    L’ovvio rimedio è evitare assolutamente di bere alcol prima di andare a dormire.
  2. Troppo sport.
    Fare attività fisica è importante e il discorso fatto qui non riguarda chi fa sport per professione (si presume che chi fa sport agonistico venga seguito da un personal trainer che controlla in toto la buona applicazione di uno stile di vita sano).
    Un errore molto comune tra chi soffre di insonnia notturna è quello di praticare attività fisica a tarda sera. Magari lo si fa perché si lavora e non si hanno alternative d’orario.
    Facendo così, in realtà, l’organismo resta sovra-stimolato anche dopo aver finito l’allenamento.
    L’acido lattico resta in circolo circa 3-4 ore dopo la fine della pratica sportiva, la temperatura corporea rimane alta, si sente caldo e, capita sovente, si avverte di nuovo lo stimolo della fame, cadendo nella tentazione di uno spuntino. E ci si ritrova al punto 1.
    Sarebbe buona norma fare attività fisica entro le 19, passare ad una doccia veloce e poi cenare leggero.
  3. Le apnee notturne.
    Ci si sveglia di soprassalto nel cuore della notte, magari mentre si era a sonno pieno, con la sensazione di soffocare.
    Con le apnee notturne, molto frequenti tra i fumatori, il flusso d’aria attraverso le vie respiratorie si riduce o, addirittura, si interrompe, per pochi secondi, sufficienti tuttavia a far avvertire perfettamente che c’è qualcosa che non va nell’introduzione di ossigeno.
    Il sonno, oltre che ad andar via per un problema meccanico, va via anche per un motivo psicologico, cioè il timore inconscio che la successiva apnea duri più a lungo del solito. Tanti hanno paura di morire nel sonno per soffocamento.
    E’ assolutamente necessario rivolgersi al medico, perché, essendo il restringimento di tipo meccanico, altrettanto meccanicamente bisogna intervenire.
    IL dispositivo più frequentemente usato è la CPAP, una mascherina collegata ad un piccolo compressore che immette aria nelle prime vie aeree.
  4. Problemi di tiroide.
    Lo sanno bene le donne in gravidanza. La tiroide ballerina causa insonnia. Al di fuori della gravidanza, la disfunzione tiroidea che influisce sul sonno riducendolo è l’ipertiroidismo, cioè la ghiandola che funziona troppo.
    Il nome medico di questa malattia, quando non dipende da una semplice carenza di iodio, è Morbo di Basedow ed è difficile che non vi venga qualche dubbio di avere qualcosa che non va, perché la malattia si accompagna a due sintomi fisici molto evidenti: pomo d’Adamo sporgente (nelle donne sembra quello di un uomo), altrimenti detto gozzo, e occhi sporgenti, nei casi più gravi che sembrano voler uscir dalle orbite.
    Non è raro che i soggetti malati di ipertiroidismo vengano descritti come persone con lo sguardo spiritato. L’orbita dell’occhio è fissa e ingrandita e le palpebre non riescono a contenerla.
    Di giorno il problema maggiore è che c’è una continua lacrimazione, visto che la palpebra non riesce a riparare l’occhio dalla luce.
    Di notte il problema si riflette anche sulla qualità del sonno, perché queste persone non riescono materialmente a chiudere gli occhi.
    A livello di metabolismo, l’ipertiroidismo comporta una ‘accelerata’ generale: forte dimagrimento, tremori continui alle mani, agitazione. Nelle forme più gravi, si può notare una sostanziale mutazione anche dell’umore, con scatti di nervosismo incontrollati.
    Un quadro generale, questo, che deve essere assolutamente valutato da uno specialista, cioè l’endocrinologo.

Credit foto di copertina: Canva

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