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curare i fastidi della menopausa
Prevenzione al femminile

Menopausa, come alleviarne i principali fastidi

Ci si arriva tutte, prima o poi.

Fase delicatissima della vita di una donna, la menopausa porta con sé un carico di luoghi comuni in parte motivato da fastidi oggettivamente presenti (ma vi dico già curabili e che si possono tenere tranquillamente sotto controllo).

In menopausa prevenire è meglio che curare

Parola d’ordine per vivere una menopausa ‘dolce’ è PREVENZIONE. Ci sono abitudini scorrette che possono essere modificate parzialmente per accompagnare nel migliore dei modi il transito del corpo-ma anche della psiche- all’adattamento alla menopausa.

Una volta superato lo scoglio duro della realizzazione di essere entrate nello stand-by definitivo alla riproduzione, in genere si inizia a convivere relativamente bene con il corpo che si modifica. Nel caso di necessità, e sempre dietro stretto controllo del medico, anche gli integratori o i medicinali possono aiutare.

Come si può intervenire sui disturbi tipici della menopausa

Sonno ballerino

Se non si è mai sofferto di particolari problemi legati al sonno, il fatto di iniziare a non riuscire a dormire bene può essere un indicatore di avvicinamento alla menopausa ben prima che questa arrivi.

Le vampate di calore, legate ad una componente ormonale, non danno tregua nemmeno di notte e sono il classico sintomo della pre-menopausa.

Quindi, a maggior ragione, diventano motivo di forte disagio quando si è nel pieno della menopausa e gli ormoni sono completamente scombussolati. Dormire male fa sentire peggio il mattino dopo. Non si è per niente reattive.

Buone abitudini: cena leggera, non coprirsi troppo a letto, agevolare il sonno con la lettura di un libro o ascoltando musica rilassante.

In caso di disagio veramente invalidante legato alle vampate di calore (c’è chi arriva a non uscire di casa, perché si vergogna dell’inaspettato rossore visibile su collo e volto e, soprattutto, di emanare cattivo odore ad ogni sudata che s’accompagna alla vampata) è fortemente raccomandato di rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia, in modo da valutare, laddove possibile- dato che non sempre è così-la TOS, cioè la terapia ormonale sostitutiva.

I vuoti di memoria

C’è chi arriva alla menopausa senza aver provato la maternità. Si è risparmiata, passatemi il termine, la sensazione di testa vuota che accompagna la gravidanza e, almeno, i 4/6 mesi dopo il parto (molto di più se si allatta al seno a oltranza, sempre colpa degli ormoni scombinati).

Ma, arrivati al dunque della menopausa, ecco che si ha cognizione della ‘livella’ napoletana. Tutte, ma proprio TUTTE, le donne hanno la memoria che fa cilecca.

Non è decadimento cognitivo, anche se sfido a trovare una donna in menopausa che non abbia mai detto almeno una volta ‘oggi mi sento come una demente’.

La memoria che si fa più volatile è quella a breve termine. Come si suol dire ‘non ricordo che ho mangiato ieri a cena’.

La memoria a lungo termine sembra, anzi, iniziare a fossilizzarsi sempre meglio. Un esempio? Ci si alza una mattina e, mentre si fa colazione, vengono in mente i cognomi di TUTTI gli amici del liceo o di TUTTI i professori universitari. Anche quelli di chi ci stava sulle scatole e di cui la memoria aveva fatto rimozione selettiva.

In questa fase della vita, la donna ha tremila pensieri al giorno e ciò non aiuta ad organizzare la mente: il lavoro, la gestione della casa, magari figli adolescenti. Oppure ci sono le nonne giovani, che fanno da baby-sitter ai nipotini. O quelle che fanno da baby-sitter in virtù della qualifica di zia. Sempre nipoti adorati sono, e non ci si tira indietro.

Ma tutto questo è un surplus di lavoro per il cervello, che rischia di andare in overdose di pensieri e impegni.

Buone abitudini: eliminare gli impegni non importanti (ogni donna fa una sua personale valutazione), privilegiare gli alimenti ricchi di omega 3 e 6 (la frutta secca a colazione è il top) e, per chi ne ha la passione, allenarsi con i cruciverba.

Nervi a fior di pelle e tristezza

In realtà, niente di nuovo per una donna. Ci dovrebbe aver fatto l’abitudine ‘grazie’ alla sindrome premestruale.

Certo che la menopausa causa il calo degli estrogeni, direttamente legati ai livelli di dopamina e serotonina nel sangue. Meno estrogeni, minor presenza di questi neurotrasmettitori responsabili della sensazione di benessere e relax.

Ma, almeno per quanto riguarda questi sintomi, giacché non nuovi alla donna, sarebbe più onesto ammettere che la menopausa rappresenta una ‘mazzata’ psicologica non indifferente. Il mancato appuntamento mensile col mestruo è il chiaro messaggio che il corpo ci manda per far mettere nel dimenticatoio l’idea di poter procreare ancora. E improvvisamente ci si sente vecchie.

Beninteso, ci sono donne che non hanno mai aspirato alla maternità, felici di questa scelta e, quindi, per loro la menopausa è solo l’esaurirsi di una funzione fisiologica che è costata migliaia di euro in assorbenti.

Altre donne con l’arrivo della menopausa si sentono al famoso ‘giro di boa’. Il fatto che la menopausa sia puntuale, più o meno, intorno ai 50-55 anni rafforza il concetto.

Buoni propositi: stare ‘scialle’, come si dice nel gergo giovanile. Ossia, più serene. L’accettazione di sé, di che tipo di donna si è diventate e di quello che si è concluso fino a quel momento è un passo fondamentale per non incorrere nel rischio di stare a rimuginare a vita su quello che poteva essere e non è stato.

Reinventarsi, iniziare a fare sport se non si faceva prima, iscriversi ad un corso di ballo o ad uno di pittura (le arti creative sono sempre una bella sorpresa), ampliare la propria cerchia di amicizie sono ottime soluzioni per non chiudersi a riccio. Inoltre, potersi confrontare con altre donne nella stessa fase della vita aiuta ad avere continuo motivo di dialogo, allontanando lo spettro della depressione.

credit copertina Pixabay

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Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo sono a puro scopo informativo e non intendono assolutamente essere sostitute del rapporto col proprio medico di fiducia.

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