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Un animale per amico

Micio in arrivo. Come accoglierlo in famiglia

Gli è stata dedicata anche una festa nazionale, il 17 febbraio. Questo la dice lunga su quanto il gatto sia visto, ormai, non solo come magico animale che Dio ci ha regalato, ma anche come papabile membro della nostra famiglia, da vezzeggiare sin dal suo ingresso in casa.

Le prime attenzioni

Inteso che il micino non dovrebbe essere separato dalla mamma almeno per due mesi e mezzo, spesso capita che si porti a casa un gattino recuperato da strada e il veterinario gli attribuisca un’età veramente piccolissima, anche di sole 3/5 settimane.

Chi si rivolge agli allevamenti per avere un gattino di razza non si vedrà consegnare il batuffolo prima che abbia compiuto, solitamente, 3 mesi. Una garanzia che l’allettamento di gatta mamma ha sortito il suo effetto positivo sul sistema immunitario del cucciolo. Oltre che avere la rassicurazione che, da un punto di vista veterinario, tutti i primi controlli siano stati eseguiti secondo la legge.

In ogni caso, portando a casa il cucciolo, solitamente si fa come per i pediatri di famiglia scelti per i figli. Quindi si sceglierà un veterinario di fiducia, che sottoporrà l’animale ad un check-up completo e consiglierà di dotare il gattino di chip identificativo, in modo da inserire i suoi dati nella cosiddetta Anagrafe Felina.

Una casa a prova di gatto

Il gatto è l’animale territoriale per eccellenza. Mal sopporta i cambiamenti e gli spostamenti all’interno del suo habitat. E casa vostra lo diventerà.

Quindi, a maggior ragione se l’ingresso del micio non è stato una cosa casuale- ad esempio dopo un recupero da strada di un trovatello- ma ragionata già da un pò’, il nuovo principino di casa avrà tanto piacere a trovare il suo angolino pronto.

Una cuccetta, un tappeto, la lettiera, un tiragraffi per le unghie e due ciotole distinte per il cibo e per l’acqua. Particolare attenzione a quest’ultima, che deve essere sempre fresca e disponibile. I reni dei gatti sono, purtroppo, organi delicatissimi e vanno incontro facilmente a problemi legati alla dieta alimentare che terrà in casa.

Per facilitare l’ingresso in un ambiente che ha degli odori a cui il micio non è abituato, si possono utilizzare i feromoni, come il famosissimo Feliway, ossia ormoni sintetici che creano rilassatezza, perché sono le stesse sostanze che mamma gatta rilascia durante l’allattamento e quando si strofina sugli oggetti.

Mettere in sicurezza balconi, terrazze e mobili alti

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Credit Google Immagini

Su questo argomento, ci sono 2 fazioni.

La prima è quella di chi ritiene che il gatto acquisisca con la crescita la capacità di riconoscere il pericolo dell’altezza, calibrando i movimenti man mano che si perfeziona l’equilibrio. Quindi niente reti, nemmeno quando è piccolo. Piuttosto, i membri di casa dovrebbero affiancare il micio durante i suoi spostamenti, come si fa con i neonati. Praticamente, ci si ritroverebbe a seguire il gattonatore per antonomasia.

Per i soprammobili, semplicemente si fa in modo di non farlo arrivare lì.

La seconda è quella di chi, giustamente, ragiona assecondando la natura del gatto, che non è spericolato, ma curioso, perché appartiene alla categoria dei felini. E’ un cacciatore, insomma, quindi deve partire all’esplorazione non appena pronto per farlo.

E il gatto in esplorazione è infastidito dall’avere intorno l’umano, sebbene sia il SUO umano. E’ una cosa istintiva. Quindi, a priori, si mette in sicurezza la casa togliendo i soprammobili e ninnoli vari- che potrebbero essere spostati da una zampata del gattino- e installando le reti ai balconi di casa. Fanno un po’ effetto gabbia, ma fanno vivere tranquillo il padrone, i vicini di casa e fanno lavorare meno il veterinario, perché evitano il rischio di cadute e, purtroppo in alcuni casi, morte del felino.

Bambini in casa

Se il gatto arriva quando i bambini sono già in casa, l’odore di questi ultimi verrà a poco a poco assimilato come quello di famiglia. Ma, si sa, i bambini agiscono diversamente dagli adulti nel relazionarsi con gli animali e possono essere irruenti nei movimenti.

Un cane starebbe al gioco, più o meno. Un gatto decisamente no. E le sue reazioni potrebbero provocare anche qualche ferita fisica. Basta una graffiata. Sta al buon senso dei genitori frenare gli slanci dei bambini e spiegare loro come muoversi senza infastidire il loro amico a quattro zampe.

Paradossalmente, i felini adorano di più stare con i neonati piccolissimi. C’è pochissima interazione fisica da parte umana, ma la temperatura basale più alta che si riscontra nei lattanti di poche settimane è una cosa irresistibile per i mici, che letteralmente si accasciano sul bambino per sfruttare l’effetto caldo.

I gattini si rilassano e partono le fusa, che a loro volta rilassano il bambino.

E se il micio fosse stato fino a quel momento il re di casa ma si avvicina l’arrivo di chi lo dovrà spodestare?

Mai fare l’errore di trascurare un qualsiasi tipo di animale domestico quando arriva un bebè in casa. Ci ha assicurato conforto e compagnia in qualsiasi momento della giornata, quindi non può essere messo al cantuccio.

Il passo più importante e il primo da compiere è quello di far riconoscere come ‘familiare’, cioè facente parte dell’odore di casa, quello del neonato. In questo, ci aiutano le cuffiette che le ostetriche mettono in testa al neonato non appena nasce, quelle che servono per non fargli sentire freddo al cuoio capelluto, per intenderci.

Si impregnano del sudore e del sebo (il grasso) della testina del neonato, marcandosi di quell’odore che poi il bambino continuerà ad avere per qualche settimana dopo la nascita, specie in presenza di crosta lattea.

Sarà sufficiente portare a casa la cuffietta e farla annusare al micio prima dell’ingresso del bebè. In tal modo, non appena il piccolo sarà tra le mura domestiche e il gattino, incuriosito, gli si avvicinerà, riconoscerà un odore che gli era già stato proposto all’olfatto.

Il primo giorno in casa

Sia che si tratti di un trovatello che di un gattino da allevamento, in genere arriva a casa all’interno di un trasportino.

Il gatto ha bisogno dei suoi tempi di adattamento. I feromoni sintetici, precedentemente spruzzati su mobili e tappeti, dovrebbero rilassarlo quanto basta per evitare che vi marchi subito la casa con le sue urine.

Sull’uscio di casa aprite lo sportellino della gabbietta e aspettate che le cose facciano il loro corso, senza costrizioni. Non piacciono agli umani, figuriamoci agli animali.

Poi, semplicemente, vivete in attesa della prima strusciata felina. Vorrà dire che avete conquistato la fiducia del vostro batuffolo peloso!

Credit immagine di copertina Pixabay

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