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isola di montecristo toscana
Relax e vacanze

Montecristo, l’isola da romanzo

Avete mai letto ‘Il Conte di Montecristo‘, il famoso romanzo di Alexandre Dumas?

L’isola di Montecristo è diventata famosa grazie ad esso, almeno nell’immaginario. Sappiate che le trasposizioni cinematografiche del romanzo non sono state girate qui, visto che l’isola è una riserva protetta dagli anni ’70. Per cui, tutti i paesaggi che avete potuto vedere sul piccolo e grande schermo non sono quelle reali.

Intanto, visto che si deve restare in casa, leggetevi questo romanzone avvincente in cui sono concentrati tutti i sentimenti che animo umano può provare. In più, organizzatevi mentalmente il viaggio reale verso quest’isola selvaggia e incontaminata.

Se volete visitarla, armatevi di pazienza. Per il 2020 il discorso è ormai andato, e non per colpa del coronavirus. Vi spiego dopo perché.

Dove si trova Montecristo

Montecristo è la più remota delle sette isole che formano il Parco dell’Arcipelago Toscano.

Ci vogliono due ore di navigazione per arrivarci: il battello salpa da Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, alle 9,30 e lascia i visitatori nella baia di Cala Maestra.

visitare l'isola di montecristo
Credit Info Elba

Cosa vedere a Montecristo

A Montecristo si arriva via mare, ma di mare da assaporare a suon di tuffi non ce n’è. L’isola ha il divieto di balneazione, per cui il turista-tipo che si avventura qui è un trekker, attrezzato di bastone per le camminate, scarponi, cappellino e occhiali da sole.

Per precisare, le scarpe da trekking sono obbligatorie, pena la non accettazione ai percorsi.

In aggiunta, l’isola non è visitabile per conto proprio, giacché riserva naturale, con dei percorsi obbligati che devono tutelare la biodiversità del posto. Quindi ci si affida alle guide messe a disposizione dal Parco.

Le quali consigliano di dotarsi di zainetto con scorte di acqua e pranzo, perché sull’isola non ci sono punti ristoro. E sono anche quelle che vi controllano se avete scarpe adeguate al trekking sull’isola.

Tappe obbligatorie

Non c’è tanto da perder tempo ad organizzare un giro all’isola, perché esistono solo 3 percorsi autorizzati. Tutti partono dall’attracco di Cala Maestra e ritornano giù, sempre in località Cala Maestra, a Villa Reale, l’unica costruzione dell’isola, sede di un piccolo Museo Naturalistico.

Primo percorso: Cala Maestra-Belvedere-Villa Reale

Anche a voler decidere di restare poco, sull’isola ci si rimane almeno due ore abbondanti. Tanto è il tempo utile per raggiungere il Belvedere, il punto panoramico da cui si può vedere quella Cala Maestra da cui si è arrivati all’isola. E’ quello della foto di copertina di questo post.

Lungo 2 km, il percorso ha una difficoltà media.

Secondo percorso: Cala Maestra- Monastero-Villa Reale

Il percorso, che si snoda per poco più di 3 km e dura 3 ore- quindi abbastanza impegnativo-è quello che vi porta alla immancabile visita alle rovine del Monastero benedettino fondato nel 445 d.C. dal Vescovo di Palermo Mamiliano e in cui i monaci benedettini hanno risieduto fino alla metà del 1500.

monastero di san Mamiliano isola di Montecristo
Credit Infoelba

Attorno al Monastero aleggia la leggenda ( su cui in parte è ricamata anche la trama del romanzo di Dumas) secondo la quale sotto il suo altare si trovasse un tesoro nascosto, motivo per il quale l’isola era frequentemente soggetta agli assalti dei pirati.

In effetti, nel 2004, un tesoretto di monete d’oro venne ritrovato, ma nella chiesa di San Mamiliano a Sovana, in provincia di Grosseto. La leggenda aveva un fondamento, quindi, ma aveva sbagliato collocazione geografica.

Terzo percorso: Cala Maestra- Grotta- Villa Reale

Snodandosi per 3,600 km, per un totale di tre ore e mezza di camminata, il percorso più impegnativo è quello che porta alla Grotta di San Mamiliano, a poca distanza dall’omonimo Monastero.

ex voto nella Grotta del Drago isola di Montecristo
Credit Visit Elba

La leggenda popolare attribuisce al luogo la vera ‘casa’ del Santo, che viveva qui da eremita, ben lontano dagli altri benedettini che vivevano nell’Abbazia. La cavità è nota anche come ‘Grotta del Drago’, perché si crede che Mamiliano qui ne abbia ucciso uno. Sul luogo sarebbe sgorgata una sorgente d’acqua purissima tutt’ora esistente.

Fauna e flora dell’isola di Montecristo

Lungo i percorsi, troverete tante capre di montagna, le funambole che scalano quasi in verticale leccando le pareti alla ricerca di sale (l’isola è una immensa montagna di granito). La specie locale si chiama proprio capra di Montecristo, sebbene non sia autoctona.

A Montecristo vive anche una rara specie di rana dell’area sardo-corsa, il discoglasso sardo.

Le piantine autoctone custodite nell’Orto Botanico del Museo Naturalistico di Villa Reale sono il vero tesoro di Montecristo. Sono state messe al riparo dalla ingordigia delle stesse capre, ghiotte di qualsiasi seme. Sono state capaci di ridurre anche la presenza del leccio, di cui esistono pochi esemplari millenari sull’omonimo Collo dei Lecci, a 560 metri d’altezza.

Sempre a riparo dai morsi delle capre, nell’Orto Botanico sono state ricostituite le piantine di corbezzolo, che in passato tappezzavano l’intera isola.

Cara Montecristo, anche oggi ti vedo domani…

Ve l’avevo scritto a inizio articolo. Scordatevi di poter visitare Montecristo fino alla fine del 2020. Provate ad andare sul sito di prenotazioni all’indirizzo https://prenotazioni.islepark.it/montecristo/ e vedete il pop-up che vi esce. Come suggerito, provate a riaffacciarvi al sito dal 1 giugno.

Data la sua natura di riserva naturalistica, l’isola ha ingresso contingentato. Per il 2020 erano previsti 2000 ingressi massimi relativi alle visite e i biglietti sono stati già tutti venduti. E pensare che la vendita dovrebbe andare avanti fino al 31 ottobre, ma viene sempre chiusa prima. Tra l’altro, dal 16 aprile al 14 maggio le visite sono sempre interrotte, per non disturbare la nidificazione.

Il sito che vi ho linkato sopra vi serve, comunque, per avere tutte le informazioni sulla visita: costi, orari, abbigliamento richiesto e tutte le condizioni di prenotazione.

Se avete un natante privato, c’è possibilità di chiedere l’autorizzazione ai Carabinieri del Nucleo Biodiversità di Follonica per il semplice accesso all’isola. Che è diverso dal richiedere l’autorizzazione alla visita.

Mentre le visite comprendono il potersi muovere lungo i 3 percorsi guidati, con l’accesso si è obbligati a restare solo a Cala Maestra, praticamente dove si attracca. Per cui si è limitati a visitare la Villa Reale, l’Orto Botanico e il Museo Naturalistico.

Consiglio delle guide, valido SEMPRE: mai lasciare aperti i cancelli dell’Orto Botanico. Si espongono le piantine all’assalto delle fauci delle capre.

credit foto di copertina @ Tuscany People

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