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Malattie infantili

Pidocchi e ossiuri: vade retro parassiti!

L’incubo di ogni genitore. Vedi tuo figlio che si gratta la testa e già sai cos’è. Lo vedi grattarsi il sederino e speri che il motivo non sia proprio quello lì. Caschi male, mamma, perché tuo figlio è preda d’assalto di due dei più odiati parassiti: i pidocchi e gli ossiuri.

I parassiti che si fanno ‘ospitare’ da tuo figlio

Cara mamma, sia che si tratti di pidocchi sia che si tratti di ossiuri, il discorso cambia poco: fastidio, prurito incontrollabile, riproduzione difficile da tenere sotto controllo senza le dovute accortezze.

Il grosso guaio di questi parassiti è che vanno a doppio filo con la vita sociale del tuo pargolo. Fino a quando non va all’asilo o non comincia a frequentare gli scivoli del parco cittadino, questi animaletti di tuo figlio ignorano proprio l’esistenza.

Poi, basta un abbraccio stretto con l’amichetto del cuore ( le due teste devono toccarsi tanto da far sfregare i capelli tra loro), o una caramella già insalivata passata con amorevole ingenuità da una boccuccia all’altra utilizzando una manina non proprio pulita et voilà, migrazione avvenuta!

Come trattare le infestazioni da pidocchi e ossiuri

I pidocchi

Questi insetti grigiastri, piccolissimi ma non tanto da non essere visibili anche a occhio nudo, si nutrono nel vero senso della parola del sangue del bambino, succhiandolo attraverso una puntura sulla cute.

Anche se esistono diversi tipi di pidocchi, quello in assoluto più frequente è il pidocchio della testa. Questo parassita, contrariamente a quanto si ritiene, non è in grado di volare, per cui si sposta per contatto diretto: scambio di pettine o spazzole o mollette e elastici per capelli; oppure, poggiando la testa sugli stessi divani e cuscini, tenendo conto che su queste superfici i pidocchi restano in vita al massimo due giorni.

La femmina depone alla radice del capello circa 300 uova, le odiatissime lendini, che si schiudono in circa 7 giorni. In genere la deposizione delle uova avviene nelle zone più calde della testa, cioè la nuca e dietro le orecchie.

La zona soggetta ad infestazione viene letteralmente presa a morsi, e quindi capirete il perché del prurito insopportabile che sentono i bambini.

In genere, quando un genitore si accorge dei pidocchi è già tardi. Abbondano le lendini vitali vicino alla radice del capello, ma lungo il fusto abbondano anche quelle ormai schiuse che hanno liberato il parassita.

I pidocchi, come i migliori parassiti evoluti, si sono adattati a resistere ai prodotti che fino a poco tempo fa si utilizzavano per debellarli, assimilabili agli insetticidi piretroidi.

Se la presenza di pidocchi e lendini non è esagerata, si può provare la tecnica inglese, del tutto naturale, del wet combing.

In pratica, bagnate i capelli, avvolgeteli in una generosa passata di balsamo e poi procedete a pettinare i capelli del bambino con il solito pettinino metallico a denti fitti che si usa in caso di pediculosi. La pettinata deve partire dalla radice e scendere fino alle punte, ripetuta per almeno 15 minuti, avendo cura di lavare il pettinino ad ogni passata. Se i pidocchi sono pochi, le zampette restano invischiate nel balsamo ed è più facile rimuoverli.

L’operazione è da ripetere a distanza di 48 ore e per un paio di settimane.

Per infestazioni più importanti, solitamente ci si rivolge al pediatra di famiglia, che prescrive un trattamento farmacologico che provoca il soffocamento dei pidocchi.

Ricordarsi di indossare sempre guanti usa e getta per evitare il contagio da infestazione.

Ma come responsabilizzare il bambino, se ne ha l’età, ad evitare quei comportamenti che favoriscono l’infestazione? Se andate sul sito del Ministero della Salute, in fondo alla pagina che vi linko cliccando qui, potete scaricare la Storia di Pidocchio, un testo teatrale che gioca sull’assonanza Pidocchio-Pinocchio e trasforma il famoso burattino in un irriverente parassita.

Gli ossiuri

Fanno schifo quanto i pidocchi, forse anche di più, perché di questi parassiti che hanno la forma di vermetti bianchi si vede benissimo quando si muovono intorno all’ano del bambino, il posto dove la femmina deposita le uova.

Le larve arrivano all’intestino seguendo la risalita dall’ano ma succede spesso anche che il bambino, in preda al prurito, si gratti il sederino e di lì porti le mani alla bocca. Gli ossiuri arrivano all’intestino non per risalita ma per discesa, in questo caso, accompagnati dalla saliva.

In entrambi i casi il risultato non cambia. Oltre al fastidio a livello dermico, nell’intestino il parassita lavora indisturbato, regalando crisi intense di meteorismo (eccesso d’aria). Il disagio maggiore è di notte, quando al prurito all’ano si aggiunge il dolore della colica intestinale.

Al pari della raccomandazione data per i pidocchi, il genitore che si occupa dell’igiene del bambino con infestazione da ossiuri deve indossare guanti usa e getta quando lo lava. La cura, prescritta dal pediatra, solitamente prevede l’uso di parassitari, da assumersi in due dosi a distanza di una quindicina di giorni una dall’altra. La terapia vermifuga, a scopo preventivo, interessa tutto il nucleo famigliare, non solo il bambino.

Visto che anche gli adulti possono essere infettati, è assolutamente importante evitare di condividere gli stessi asciugamani, di toccare le lenzuola o utilizzare gli stessi sanitari se non disinfettati prima dell’uso.

Per ridurre il rischio di ospitare questi parassiti, quindi, bisogna stare attenti a:

  • lavarsi accuratamente le mani dopo essere andati in bagno;
  • lavare ad almeno 60° e separatamente da altri indumenti la biancheria intima, le lenzuola, i pigiami e gli asciugamani della persona infestata;
  • prediligere la doccia alla vasca. Il bagno in vasca fa rimanere in acqua le uova deposte durante la notte, col rischio che restino a contatto con la pelle. L’acqua corrente della doccia e la posizione verticale che si assume per lavarsi agevola la rimozione delle uova.

credit foto di copertina: Vivere più sani

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