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Mente e corpo in psicologia,  Prevenzione al femminile

Sindrome cervico-cefalica. Quando mal di testa e mal di schiena si sovrappongono

La sindrome cervico-cefalica è quella condizione fisica in cui si ha la contemporanea presenza di mal di testa e mal di schiena.

Questo succede perché il mal di testa, che solitamente è il primo sintomo ad apparire, dipende dalla contrattura dei muscoli che sostengono le prime tre vertebre cervicali.

I sintomi classici della sindrome cervico-cefalica sono vertigini ipersensibilità alla luce e al rumore, nausea e vomito. Casomai non si sia capito, sintomi tipici anche dell’emicrania.

Le cause della sindrome cervico-cefalica

Rare sono le cause organiche, come le malattie degenerative (artrite o osteoartrosi, ad esempio). Di solito, basta un colloquio con uno specialista, che può essere un ortopedico o un fisiatra, per scoprire l’origine del dolore.

Non deve sorprendere che lo specialista faccia sempre al paziente delle domande sul suo stile di vita. Questa sindrome, infatti, dipende largamente da abitudini sbagliate, a cominciare da quelle posturali, che , comunque, non sono le uniche.

Fatta questa premessa, allora, è possibile fare una sorta di auto-diagnosi preliminare delle nostre abitudini scorrette, in modo da essere perlomeno consapevoli di quello che poi andremo a raccontare al nostro specialista?

Sindrome cervico-cefalica: sintomi e rimedi preventivi

Diamo uno sguardo a quelli che sono alcuni dei sintomi tipici di questa sindrome, in modo da riconoscerne anche l’origine e cercare di porre rimedio al dolore modificando le nostre abitudini giornaliere.

Stress

Poteva mancare? Ma ovvio che no! Il peggior fattore di rischio, lo stress provoca continue tensioni muscolari, che amplificano, a loro volta, la percezione del dolore.

Per questo è fondamentale cercare di ridurre il carico di stress quotidiano, evitando di accollarsi troppi impegni e facendo regolare attività fisica (basta una mezz’ora di camminata a passo sostenuto) preferibilmente all’aria aperta e, laddove possibile, da soli.

Sì, da soli, perché si riesce a tarare meglio i tempi dell’attività fisica sui propri ritmi corporei e si evita quell’inconscio istinto alla competizione di quando si fa sport in gruppo.

Dolori da ufficio

Li chiamano ‘da ufficio’, ma sarebbe da estendere ad una generica definizione ‘da scrivania’, perché sono dolori che, ormai, ci prendono anche a casa.

Basta stare stravaccati male sul divano o sulla sedia a vedere la tv, oppure seduti male alla sedia della scrivania di casa mentre si gioca al pc. Entrambi atteggiamenti che comportano evidenze di sindrome cervico-cefalica anche nei bambini e negli adolescenti.

Alla base di questi dolori c’è l’immobilità prolungata in posizioni scorrette. Infatti, in genere basta muoversi per cambiare posizione e il dolore, seppur presente, si attenua. Cosa, comunque, anche controproducente, poiché non si realizza il fatto che sia proprio la postura sbagliata il problema da correggere.

Cosa fare se è il nostro lavoro che ci obbliga a stare parecchio tempo seduti al pc?

Innanzitutto, d’obbligo una sedia ergonomica, con seduta regolabile e schienale imbottito. Poi, non tutti lo usano, ma è un toccasana anche il poggiapiedi, che riequilibra ‘le angolazioni’ della nostra posizione da seduti e permettono di scaricarne il peso sui piedi e non sulla zona cervicale o sulla zona lombare.

Non appena possibile, alzarsi dalla sedia per sgranchirsi le gambe e mangiare e bere qualcosa. Il lavoro mentale consuma energia al pari di quello fisico e il cervello consuma acqua più velocemente dei muscoli.

Ultima osservazione, che è presa alla leggera da chi professa di non avere disturbi visivi. Gli occhiali. Senza essere necessariamente miopi o astigmatici, ad esempio, è comunque risaputo che quella dello schermo è una superficie che rimanda immagini otticamente stancanti, sia per ‘filigrana’ ( termine tecnico pixel) che per contrasto di colori.

Sarebbe buona norma, allora, chiedere al proprio oculista se non sia il caso di usare lenti ad hoc, al pari di quelle da lettura fatte per ingrandire i caratteri di stampa. Ne esistono di specifici con il cosiddetto filtro luce blu (lo stesso presente anche negli smartphone e con quelli il problema si risolve installando delle app apposite). Filtro che, nei pc di ultima generazione, dovrebbe essere possibile installare direttamente dalle impostazioni del desktop.

Problemi dentali

E’ ormai scientificamente provato che i disturbi al collo e il mal di testa possono dipendere dai denti: problemi di masticazione, alterazione dell’allineamento mandibolare o, più semplicemente, delle due arcate dentarie (i denti superiori che ‘coprono’ quelli inferiori quando si sta a bocca chiusa).

Grande colpevole può essere anche il bruxismo, cioè quell’abitudine, specialmente notturna, per cui incontrollata, di digrignare i denti nel sonno.

Va da sé che, se ci sono problemi dentali, il fai da te non serve a niente. Bisogna rivolgersi necessariamente ad un dentista.

Il buon riposo che non c’è

Le famose notti che sembra ‘sia stato Capodanno’ portano inevitabilmente a svegliarsi con il cerchio alla testa e con il collo indolenzito.

Se si conduce, tuttavia, uno stile di vita relativamente sano, il grande colpevole del sonno turbolento è lui, il cuscino.

A maggior ragione se i dolori in zona cervicale sono cronici, è veramente da autolesionisti continuare a dormire con il cuscino sbagliato.

I cuscini per la cervicale sono di media altezza e ne esistono anche in forma cilindrica. Solitamente sono in memory foam, un materiale che corregge la postura del collo e garantisce il giusto sostegno durante il sonno.

Una considerazione riguardante la posizione che si assume mentre si dorme. Assodato che di notte ci si muove tanto e questi movimenti sono quasi tutti incontrollati, chi soffre di disturbi alla zona cervico-cefalica dovrebbe imparare ad evitare la posizione prona.

Dormire a pancia in giù, infatti, costringe a tenere il collo ruotato per tante ore, peggiorando il dolore, che esplode al risveglio.

Le posizioni del sonno migliori sono quelle di fianco o a pancia in su.

Nella posizione di fianco ( lo sanno molto bene le donne in gravidanza) un ottimo aiuto a sostegno della schiena- soprattutto della zona lombare- è mettere un cuscino sotto il ginocchio in posizione più esterna se avete l’abitudine di dormire con le gambe a forbice.

In posizione supina (a pancia in su), il cuscino andrà posizionato in maniera tale che ci sia sostegno non solo per la zona cervicale ma anche per le spalle.

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Fotocredit: Pixabay

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