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Cura del neonato e del lattante

Sindrome della morte in culla. Come prevenire la SIDS

Ogni anno in Italia circa 300 bambini muoiono nel sonno durante il primo anno di vita. Alcune di queste morti sono causate dalla SIDS, sigla che sta ad indicare la Sindrome della morte in culla.

La Sudden Infant Death Syndrome, definizione esatta in lingua inglese della SIDS, non ha ancora una causa specifica, cosa che annichilisce ancora di più quei genitori che perdono il loro bambino per questa sindrome.

Si sa solo che si può abbassare notevolmente il rischio di SIDS se chi si prende cura del bambino (genitori, nonni, parenti, ma anche una baby-sitter o il personale dell’asilo) osserva determinate norme di sicurezza durante il sonno del bambino.

Prevenzione della SIDS: norme di sicurezza

Ecco, in sintesi, dei comportamenti precauzionali che possono abbassare di molto il rischio che il bambino muoia nel sonno.

Mettere il bambino a dormire su una superficie stabile

Per il sonno sarebbero da preferire sempre culle e box, ovviamente che rispondono agli standard di sicurezza, per cui senza parti rotte o mancanti.
Vietato mettere a dormire il bambino sul divano o nel lettone in mezzo a tanti cuscini.

Tenere una temperatura ambientale confortevole

I bambini piccoli non hanno ancora un sistema di termoregolazione ottimale, per cui sentono caldo molto di più di un adulto, anche in inverno.
Lo sbaglio che fanno, in buonafede, tanti genitori è quello di coprire eccessivamente il bambino, pensando che abbia freddo.
Niente di più sbagliato. Gli indumenti per il sonno dovrebbero essere dello stesso materiale di quello usato da mamma e papà. Se l’ambiente, effettivamente, dovesse risultare freddo ( si ricorda che la temperatura ottimale per il sonno dovrebbe essere compresa tra i 18 e i 20 gradi), meglio usare una copertina, che potrà essere facilmente tolta anche mentre il bambino dorme se ci di dovesse accorgere che inizia a sudare.

Meglio far dormire il bambino in stanza con i genitori

Questo non vuol dire automaticamente che il bambino debba dormire nel lettone tra mamma e papà. Anzi, tanti genitori non lo fanno per paura di schiacciare il piccolo durante il sonno.
Si consiglia, allora, di usare la culla (del tipo next-to-me) o il lettino accostati al letto matrimoniale. Tra l’altro, soluzione molto comoda per le mamme che allattano al seno.
In questo modo, sarà più facile per entrambi i genitori sorvegliare il sonno del bambino.

Evitare in culla oggetti pericolosi

Dai giochini di peluche a quelli imbottiti, ma anche cuscini, riduttori e paracolpi. Sono tutti oggetti che possono provocare asfissia.
Attenzione ai lenzuolini, che devono essere di quelli con gli angoli, in maniera tale da non sfilarsi se il sonno del bambino dovesse essere turbolento.

Occhio alle posizioni del sonno

In genere lo dicono già ai genitori le ostetriche e i pediatri che visitano il neonato nei primissimi giorni di vita, quando si è ancora ricoverati in ospedale. La regola vale SEMPRE, una volta tornati a casa.
Il piccolo DEVE dormire a pancia in su fino ad un anno di età, sia di notte che di giorno.
Il momento in cui le cose possono cambiare ve lo indicherà il vostro stesso bambino, cioè quando inizierà a girarsi da solo.
Succede, di norma, intorno al quinto mese e il bambino inizia a prendere più padronanza dei movimenti di testa e collo.
Per cui vi capiterà di trovarli messi sul fianco se non, addirittura, a pancia in giù, ma con il collo girato, così che naso e bocca siano liberi di respirare.
In questo caso, lasciateli tranquillamente dormire in queste posizioni. Tra l’altro, in questo modo si previene la plagiocefalia, cioè deformazione delle ossa del cranio (comunemente chiamata testa piatta).

Per maggiori informazioni, è possibile consultare le linee guida inserite nell’apposita sezione del sito del Ministero della Salute.

fotocredit: Pixabay

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