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suffumigi come si fanno
Medicina naturale

Suffumigio: il rimedio della nonna che aiuta a respirare meglio

Chiariamo subito. In periodo di Coronavirus, il vapore balsamico non è la cura miracolosa. Però chi, influenzato o semplicemente raffreddato, lo ha provato almeno una volta, sa perfettamente quel senso di ristoro che dà alle vie respiratorie infiammate.

Anzi, ai primi stadi del raffreddamento può essere utile per diradare o evitare l’assunzione di farmaci, rivelandosi, in tal senso, una cura dolce a tutti gli effetti. Questo vale tanto in caso di raffreddamento che colpisca i seni nasali, sia che colpisca la gola, con i primi accenni di tosse.

In cosa consiste il suffumigio

Il suffumigio, o meglio suffumigazione, è quella tecnica che, grazie al calore sviluppato dall’acqua calda, estrae i principi attivi di alcune piante veicolandole verso le prime via aeree attraverso il vapore.

Normalmente, per questione di praticità, la maggior parte delle persone usa soluzioni già pronte a base di oli essenziali balsamici. E’ il caso, ad esempio, del cosiddetto Olio 31, miscela di oli essenziali purissimi estratti da 31 piante, utilizzabile puro sulla pelle (io, ad esempio, ne metto una goccia sotto ogni narice prima di andare a dormire, nei periodi in cui ho il raffreddore) oppure in diluizione nell’acqua.

A seconda della grandezza del recipiente che si userà, si usano tra le 10 e le 15 gocce al massimo. Ovvio che, in base alla sensibilità personale all’odore balsamico- generalmente le note che si sentono prima sono quelle di menta ed eucalipto, piuttosto decise- si può dosare al ribasso il numero di gocce.

Chi vuol evitare di usare un preparato già pronto, può optare per un infuso di piante.

Come preparare l’infuso?

Le proporzioni di foglie per la miscela sono, di solito, 25% di eucalipto, 30% di timo, 25% fiori di lavanda e 20% camomilla.

Per chi sa già di non sopportare a lungo l’odore di eucalipto, può sostituirlo con foglie di menta.

Per ogni litro d’acqua bollente vanno usati 2 cucchiai da tavola di questa miscela. L’acqua bollente deve essere versata in un recipiente della larghezza del nostro viso. Non si devono mai usare recipienti di plastica. Vanno benissimo quelli in vetro o in ceramica.

Come si fa il suffumigio

Mettere la testa sopra il recipiente e coprirla con un asciugamano di cotone.

Tenere a distanza sufficiente da evitare che il vapore irriti gli occhi, benché si stia con le palpebre chiuse.

Si respira sotto l’asciugamano per un paio di minuti, con inspirazioni molto profonde. La sensazione è di sentirsi letteralmente risalire l’aria fino all’attaccatura del naso (sensazione che, spesso, allieva il mal di testa di chi usa il suffumigio in caso di cefalea lieve).

Si alterna, poi, un paio di minuti di respiri a testa scoperta, per poi riprendere la procedura per altre 2/3 volte.

Il suffumigio dura intorno ai 10 minuti, poi la sua utilità tende a scemare man mano che il vapore diminuisce e l’acqua inizia ad intiepidirsi.

Poiché è un rimedio assolutamente naturale, può protrarsi per più giorni consecutivi ed affiancare senza problemi una eventuale cura farmacologica prescritta dal proprio medico curante.

Raccomandazioni

Ci sono soggetti particolarmente sensibili, ad esempio gli asmatici, che dovrebbero evitare questa pratica. Allo stesso modo, in caso di soggetti allergici, sarebbe da chiedere al proprio medico allergologo quali foglie poter utilizzare, benché solitamente quelle indicate nella miscela non creino particolari problemi.

Da sottolineare, inoltre, che l’utilizzo dell’Olio 31 o, comunque, delle preparazioni a base di oli essenziali è controindicato in gravidanza.

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